Aggiornamenti recenti Aprile 7th, 2026 2:30 PM
Mag 23, 2016 Marco Schiaffino Hacking, News, Privacy, Vulnerabilità 0
Per violare un account Instagram non servivano campagne di phishing o un keylogger sul computer della vittima: bastava avviare un brute forcing direttamente sul sito.
È questa la scoperta fatta da Arne Swinnen, un “cacciatore di bug” che ha messo a nudo tutte le debolezze del social network in un post sul suo blog.
A rendere vulnerabile Instagram, secondo Swinnen, sono diversi fattori. Prima di tutto la mancanza di una politica di blocco degli account in fase di log in, che rende possibile un attacco di brute forcing. Ma anche la tardiva introduzione di un sistema di autenticazione a due fattori, introdotto solo nel febbraio del 2016 e ancora ben lontano da essere utilizzato da tutti (o buona parte) degli iscritti.
Se a questo si aggiunge il fatto che gli account sono pubblici e la policy per le password prevede un minimo di 6 caratteri e consente l’utilizzo di password come “123456” o “password”, il quadro è completo.

Nessuna policy per la scelta delle password e nemmeno limiti per i tentativi di log in. Instagram fino a qualche giorno fa era “brute forcing friendly”.
Nei suoi test, Swinnen ha trovato due modi per accedere a un account Instagram senza “toccare” i dispositivi degli utenti. Il primo prende di mira l’endpoint usato per l’accesso da Android.
Swinnen, infatti, si è accorto che nel corso di un attacco, il server rispondeva normalmente ai primi 1000 tentativi di accesso da uno stesso indirizzo IP, negando invece i successivi 1000. A partire dal successivo, però, lo schema si ripeteva e permetteva quindi di proseguire l’attacco con altri 1000 tentativi.
La seconda vulnerabilità, invece, riguardava l’accesso via Web e consentiva, al pari del primo, un brute forcing basato su dizionario.
La segnalazione dei bug ha fruttato ad Arne Swinnen una ricompensa di 5000 dollari, mentre le policy per le password e i sistemi di autenticazioni sono stati corretti introducendo requisiti più rigorosi nella scelta della password e un limite per i tentativi di login.
Gen 18, 2019 0
Apr 07, 2026 0
Apr 03, 2026 0
Apr 02, 2026 0
Apr 01, 2026 0
Apr 07, 2026 0
Apr 03, 2026 0
Apr 02, 2026 0
Apr 01, 2026 0
Apr 03, 2026 0
Nel mese scorso, il governo degli USA ha rilasciato un...
Apr 02, 2026 0
Secondo un’analisi pubblicata da GreyNoise, basata su...
Apr 01, 2026 0
Un recente studio della Unit 42 di Palo Alto ha messo in...
Mar 31, 2026 0
Il concetto di vibecoding – ovvero la generazione di...
Mar 23, 2026 0
Man mano che il tempo passa, i ricercatori di sicurezza...
Gen 29, 2025 0
Con l’avvento dell’IA generativa...
Ott 09, 2024 0
Negli ultimi anni sempre più aziende stanno sottoscrivendo...
Ott 02, 2024 0
Grazie al machine learning, il Global Research and Analysis...
Set 30, 2024 0
Il 2024 è l’anno delle nuove normative di sicurezza:...
Mag 21, 2024 0
Una delle sfide principali delle aziende distribuite sul...
Apr 07, 2026 0
Secondo un’analisi pubblicata dal National Cyber Security...
Apr 03, 2026 0
Nel mese scorso, il governo degli USA ha rilasciato un...
Apr 02, 2026 0
Secondo un’analisi pubblicata da GreyNoise, basata su...
Apr 01, 2026 0
Un recente studio della Unit 42 di Palo Alto ha...
Mar 31, 2026 0
Il concetto di vibecoding – ovvero la generazione di...
