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Lug 26, 2019 Marco Schiaffino In evidenza, Malware, News, RSS, Scenario 0
Di ransomware, negli ultimi tre anni, ne abbiamo parlato tanto e il fatto che continuino a colpire con una certa regolarità, ormai, non fa nemmeno più notizia.
In questi giorni, però, si sono registrati due casi in cui le conseguenze legate agli attacchi informatici hanno caratteristiche davvero peculiari.
Il primo si è verificato in Sud Africa il 24 luglio. Protagonista la compagnia energetica City Power, che rifornisce di elettricità utenti e altre società nella zona di Johannesburg attraverso un sistema di pre-pagamento.
Come riporta Business Insider South Africa in un articolo, la società è finita vittima di un attacco che sta avendo pesanti conseguenze sul territorio. Il ransomware che ha colpito i sistemi di City Power ha infatti crittografato il contenuto del database dell’azienda, rendendo impossibile le operazioni di pagamento.

Un problema tecnico che, normalmente, non avrebbe grossi impatti sulla fornitura di energia elettrica, ma considerato il peculiare modello di business (gli utenti acquistano pacchetti prepagati mensilmente) sta facendo parecchi danni.
Anche perché l’attacco si è verificato a ridosso della fine del mese, quando in Sud Africa vengono pagati gli stipendi. Il periodo, cioè, che molti clienti di City Power aspettano per acquistare la fornitura di energia elettrica per il mese dopo. Risultato: parecchie abitazioni sono rimaste senza elettricità.
Non solo: a fare le spese dell’attacco in questo momento sono anche gli utenti che utilizzano pannelli solari e che normalmente rivendono l’energia prodotta per “scontare” la bolletta.
Il secondo caso riguarda lo stato della Louisiana, il cui governatore ha dichiarato lo stato di emergenza dopo una serie di attacchi che hanno preso di mira degli istituti scolastici sul territorio.
La dichiarazione dello stato di emergenza, oltre a consentire di impiegare risorse specifiche (come la Guardia Nazionale, la Polizia di Stato e l’Ufficio dei Servizi Tecnologici) in stretta collaborazione tra loro, prevede anche una disposizione di legge che vincola le società di sicurezza private.
Una volta dichiarato lo stato di emergenza, queste non possono infatti aumentare il compenso richiesto per intervenire nella risoluzione dei problemi provocati dagli attacchi informatici.
Insomma: si tratta di una norma “anti-sciacallaggio” per impedire che le aziende di cyber-security approfittino dello stato di necessità per gonfiare i prezzi e “spremere” l’amministrazione statale.
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