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Lug 22, 2019 Marco Schiaffino In evidenza, Leaks, News, Privacy, RSS 0
Non è ancora comparso nessun “Edward Snowden russo”, ma a svelare i progetti di Mosca per il controllo di Internet è bastata l’azione di un gruppo hacker.
Protagonista dell’azione un gruppo chiamato 0v1ru$, che ha preso di mira i server della SyTech. Si tratta di un’azienda russa che lavora per conto del FSB (l’ex KGB) portando avanti numerosi progetti collegati alla cyber-warfare e al controllo dei cittadini russi sul Web.
Dopo aver violato la Active Directory dell’azienda, gli hacker hanno sostituito la homepage con una Yoba-face (immagine molto in voga in Russia, che sta per “trolling”) prima di pubblicare il contenuto dei documenti (7.5 terabytes di dati) ottenuti dai sistemi di SyTech.
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Come racconta in un articolo la versione russa di BBC (il testo è in russo, consigliamo di usare la traduzione in inglese) il materiale è stato diffuso attraverso un account Twitter registrato il giorno stesso. Dai documenti emergono alcuni progetti segreti su cui SyTech starebbe lavorando per conto del FSB.
Alcuni dei progetti, come Hope, appaiono essere collegati a obiettivi più volte dichiarati dallo stesso governo russo, come la messa a punto di una “Internet autosufficiente” che sia in grado di rimanere attiva anche in caso di isolamento dalla rete globale.
Altri ricordano molto da vicino “esperimenti” simili portati avanti dagli USA. A partire, per esempio, dal tentativo di inquinare la rete Tor, vista anche da Washington come un “problema”.
Nautilus-S, tra le altre cose, sembra che sia uno dei progetti che è stato effettivamente messo in pratica. Stando ai documenti diffusi sarebbe stato avviato nel 2012 e a confermarne l’efficacia c’è un documento del 2014 che tratta esattamente della scoperta di server Tor su territorio russo che avevano la funzione di de-anonimizzare le comunicazioni sul circuito.
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