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Mag 27, 2019 Marco Schiaffino Attacchi, News, RSS, Vulnerabilità 0
Lo scenario WannaCry sembra lontano, ma prima di poter ostentare tranquillità bisogna ancora fare i conti con qualche settimana di tensione. Dopo la pubblicazione di BlueKeep, la vulnerabilità del protocollo Remote Desktop di Windows che consente attacchi potenzialmente devastanti, i pirati informatici hanno infatti cominciato a darsi da fare, avviando scansioni online per individuare possibili bersagli.
La falla di sicurezza (CVE-2019-0708) permetterebbe infatti di creare malware con funzionalità worm, in grado si diffondersi da un computer all’altro attraverso una tecnica che non richiede alcuna interazione da parte dell’utente. In definitiva, BlueKeep somiglia terribilmente a quel EternalBlue sfruttato da WannaCry nel maggio 2017.
Le condizioni, però, sono diverse. Se in quel caso Microsoft era stata presa alla sprovvista, questa volta l’azienda guidata da Satya Nadella ha avuto il tempo di preparare un aggiornamento e distribuirlo a tutti i suoi utenti, compresi (come abbiamo spiegato in questo articolo) quelli che usano sistemi come Windows XP, teoricamente esclusi dal supporto.

Su Internet, inoltre, non ha ancora fatto la sua comparsa alcun Proof of Concept (PoC) in grado di sfruttare la vulnerabilità. L’attività rilevata, quindi, potrebbe essere semplicemente un modo per “mettere le mani avanti”
Il problema, però, è serio e riguarda proprio i sistemi più datati, come XP, Server 2003 e Server 2008. Sono questi, infatti, i potenziali bersagli dei pirati informatici. Questi ultimi contano sul fatto che molti utenti non installino gli aggiornamenti e, di conseguenza, rimangano vulnerabili agli attacchi. Purtroppo, potrebbero avere ragione.
Le scansioni sono iniziate nel corso del weekend e utilizzano il circuito Tor per nasconderne l’origine. Per il momento, come riferiscono con un tweet della società di sicurezza GreyNoise, si tratterebbe di un singolo attore.
A prima vista sembra una buona notizia, ma potrebbe anche significare che qualcuno ha a disposizione un exploit in grado di sfruttare la falla di sicurezza e che finora non è “circolato” su Internet. La risposta, probabilmente, l’avremo nei prossimi giorni.
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