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Ott 18, 2018 Marco Schiaffino Attacchi, Gestione dati, Hacking, Malware, News, RSS 0
Una delle regole d’oro nella sicurezza informatica è “vietato distrarsi”. Trascurare una comunicazione, un messaggio o una scadenza, infatti, può provocare grossi guai.
Lo hanno imparato a loro spese gli amministratori di circa 800 siti Web che nel luglio scorso non hanno prestato la debita attenzione a un messaggio pubblicato dallo sviluppatore di uno script chiamato New Share Count.
Il componente in questione è (ma sarebbe meglio dire era) uno script che permetteva di mostrare ai visitatori della pagina il numero di tweet relativi a quella specifica URL.
Il suo autore, però, lo scorso luglio ha deciso di mollare il colpo e la notizia è rimbalzata su tutti i forum, mentre sul sito compariva un messaggio che informava della novità e invitava a passare a soluzioni alternative. Non tutti, però, hanno fatto caso al messaggio e hanno mantenuto lo script all’interno delle loro pagine Web.

Una situazione che qualcuno ha pensato di sfruttare, provocando non pochi grattacapi agli sventurati utenti (o ex-utenti) di New Share Count.
Lo script, infatti, era “parcheggiato” in un bucket S3 di AWS all’indirizzo newsharecounts.s3-us-west-2.amazonaws.com/nsc.js. Quando il suo autore ha interrotto l’attività, ha cancellato anche il bucket.
Pochi giorni dopo, però, qualcun altro ha creato un nuovo bucket con lo stesso nome e vi ha inserito uno script con caratteristiche decisamente diverse.
Come viene spiegato sul blog di Sucuri, il nuovo script contiene codice che modifica l’history dei visitatori, facendo in modo che quando fanno clic sul pulsante “indietro” del browser vengano dirottati su una pagina diversa da quella che avevano visitato.
Nel caso in specie, gli sventurati visitatori (per qualche imperscrutabile motivo lo script si attivava solo se la visita veniva fatta da dispositivi Android) venivano rimbalzati su una pagina che conteneva una classica “truffa della lotteria”, che annunciava la vincita di un dispositivo mobile e chiedeva di fornire le proprie informazioni personali per ottenerlo.
Secondo i ricercatori di Sucuri, a oggi ci sarebbero ancora più di 800 siti Internet che utilizzano ancora lo script e che, di conseguenza, stanno “collaborando” attivamente con i cyber-truffatori. Speriamo che qualcuno di loro legga questo articolo…
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