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Ago 03, 2018 Marco Schiaffino Attacchi, Hacking, Intrusione, Malware, News, RSS, Vulnerabilità 0
Questa storia è la perfetta rappresentazione di come funziona la sicurezza informatica (forse sarebbe meglio dire la pirateria informatica) nel terzo millennio. A vicenda segue infatti un copione classico, che ha permesso a un cyber-criminale di infettare con il minimo sforzo 200.000 router MikroTik e usarli per incassare denaro alle spalle delle ignare vittime.
Tutto comincia lo scorso aprile, quando alcuni ricercatori individuano (su un forum cecoslovacco) una falla di sicurezza zero-day nei router MikroTik che consente di prendere il controllo dei dispositivi.
L’azienda, una volta scoperta la falla, la corregge nel giro di 24 ore e mette a disposizione il firmware aggiornato per i suoi clienti.
A questo punto, però, spuntano due problemi. Il primo è che non tutti (e questo è un eufemismo) i proprietari di router MikroTik sono così attenti agli aggiornamenti disponibili per i loro dispositivi. Il secondo è che su Internet cominciano a spuntare qua e là esempi di malware che sfruttano la vulnerabilità.
Ed ecco che il nostro pirata informatico coglie la palla al balzo: prende uno dei Proof of Concept in circolazione e lo usa per infettare quanti più router riesce a colpire.

Secondo i ricercatori di Trustwave, che hanno individuato il problema per primi, in un primo momento si trattava di circa 70.000 router. I colleghi di Bleeping Computer però hanno aggiornato il dato a 175.000 e, giusto per non farsi mancare nulla, hanno individuato un’altra campagna simile che ne ha reclutati più di 25.000.
L’obiettivo dei pirati, come al solito, è quello di fare soldi e lo fanno usando un trucchetto niente male: i router vengono “istruiti” per iniettare un JavaScript che genera Monero (lo script è il solito CoinHive) in alcune delle pagine che vengono visitate dai dispositivi collegati ai router infetti.
Questo significa, tra l’altro, che il numero di device che stanno lavorando per i pirati sono ben più di 200.000. è probabile, infatti, che a goni router siano connessi più dispositivi.
Accorgersene, inoltre, non è affatto facile. I pirati hanno preso qualche precauzione, limitando l’iniezione del miner in pagine di errore che il router visualizza agli utenti. L’idea di fondo, quindi, è quella di non essere avidi e raggranellare qualche dollaro in meno, ma per un periodo maggiore di tempo.
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