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Mar 21, 2017 Marco Schiaffino News, RSS, Vulnerabilità 0
Non solo bug per l’iPhone molto datati e progetti più o meno avveniristici per la creazione di strumenti di spionaggio mirato: dai documenti del CIA leaks pubblicati da WikiLeaks salta fuori anche una falla zero-day che consentirebbe agli agenti segreti statunitensi di violare in un attimo i dispositivi di rete Cisco.
La falla si annida nel Cisco Cluster Management Protocol (CMP) o meglio nel sistema usato per inviare comandi nella rete locale attraverso il protocollo Telnet, ed è stata resa pubblica dalla stessa Cisco con un alert venerdì scorso.
Stando a quanto si legge nel report, un pirata informatico potrebbe sfruttare il bug per forzare l’accettazione di comandi Telnet e avviare un’esecuzione di codice in remoto che gli permetterebbe di prendere il controllo del dispositivo.

La vulnerabilità nei prodotti Cisco consentirebbe di accedere virtualmente a qualsiasi rete locale gestita con uno dei prodotti affetto dal bug.
Il condizionale è d’obbligo, visto che i documenti rilasciati da WikiLeaks contengono i dettagli del bug, ma nessuna informazione riguardo eventuali exploit o strumenti che sfruttino la falla per portare effettivi attacchi.
I device vulnerabili sarebbero più di 300 (principalmente gli switch della serie Catalyst) e Cisco ammette che, almeno per il momento, non è disponibile un aggiornamento software che consenta di “tappare” la falla.
All’interno del report si trovano anche le istruzioni che permettono di verificare se sui dispositivi è attivo il sottosistema CMP, ma è bene tenere presente che non esistono impostazioni o stratagemmi che permettano di mitigare il rischio di un attacco.
L’azienda ha comunque annunciato di essere al lavoro per realizzare l’aggiornamento che metterebbe in sicurezza i suoi dispositivi.
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