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Feb 01, 2017 Marco Schiaffino Malware, Minacce, News, Ransomware, RSS 0
I pirati informatici lo sanno bene: il modo più semplice per diffondere un malware è inserirlo in programmi pirata. Non c’è bisogno di utilizzare tecniche di mascheramento (il file è chiaramente un eseguibile) o complicate strategie di attacco: la vittima installa volontariamente l’eseguibile e il gioco è fatto.
Ma visto che i vari crack per videogiochi e software di solito vengono scaricati da smanettoni che non si fanno fregare tanto facilmente, i cyber-criminali si sono dovuti ingegnare per trovare un’esca che possa attirare un pubblico più ampio e più vulnerabile: la passione per film e serie TV.
Netflix Login Generator v1.1.exe, individuato dai ricercatori di Trend Micro, si presenta come un’applicazione che consentirebbe di collegarsi a Netflix sfruttando alcuni account hackerati. Una volta installato, dovrebbe consentire di guardare gratis tutta la programmazione del popolare servizio di video in streaming.

Nella guida mostrata per invogliare al download le potenziali vittime, il malware viene presentato come un “generatore di account” per Netflix.
In realtà, il codice al suo interno fa ben altro: avvia la crittografia di tutti i file che hanno determinate estensioni (.AI, .ASP, .ASPX, .AVI, .BMP, .CSV, .DOC, .DOCX, .EPUB, .FLP, .FLV, .GIF, .HTML, .ITDB, .ITL, .JPG, .M4A, .MDB, .MKV, .MP3, .MP4, .MPEG, .ODT, .PDF, .PHP, .PNG, .PPT, .PPTX, .PSD, .PY, .RAR, .SQL, .TXT, .WMA, .WMV, .XLS, .XLSX, .XML, .ZIP) nelle cartelle degli utenti e, tanto per cambiare, chiede un riscatto per la loro “liberazione”.

Sorpresa: niente account pirata, ma una richiesta di riscatto dei soliti pirati informatici.
Il ransomware, battezzato Netix.A, utilizza un sistema di crittografia AES-256 e rinomina i file con l’estensione .SE. La vittima potrà ottenere la chiave crittografica che permette la decodifica dei file solo pagando 0.18 bitcoin (circa 100 euro) ai pirati informatici.
Gli aspiranti scrocconi, quindi, non fanno un grande affare. Con quella somma, infatti, ci si potrebbe pagare un anno di abbonamento “regolare” a Netlfix. C’è da scommettere, però, che non saranno pochi quelli che finiranno nella rete.
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