Aggiornamenti recenti Giugno 16th, 2026 3:33 PM
Set 22, 2016 Marco Schiaffino News, Privacy, Prodotto 0
Al momento dell’annuncio, la nuova app di Google per la messaggistica sembrava voler mettere in campo un sistema a prova di bomba: crittografia end to end e un sistema di conservazione delle informazioni che impediva a FBI e soci di ficcare il naso nelle conversazioni tra gli utenti.
Ora che Allo è disponibile, però, si scopre che alcuni aspetti della privacy sono stati sacrificati sull’altare delle funzionalità.
Le precauzioni anti-intercettazioni, infatti, sono riservate (almeno per il momento) solo alle conversazioni in modalità “anonimo”.
Lo scorso maggio, quando l’app è stata annunciata, il portavoce di Google ha affermato che i messaggi tra gli utenti sarebbero stati memorizzati sui server Google solo temporaneamente e in una modalità che non avrebbe consentito di identificare l’autore.
Insomma: un sistema perfetto per frustrare qualsiasi tentativo di polizia e servizi vari di obbligare Google a consentirgli l’accesso ai dati.
Ora, però, le cose sembrano essere cambiate. Le impostazioni predefinite, infatti, conservano la cronologia delle conversazioni fino a quando l’utente non decide di cancellarla. Questo significa che un eventuale mandato consentirebbe alle forze di polizia di richiedere a Google il loro contenuto.

Risposte “intelligenti” anche a una fotografia. Ma quale prezzo si paga in termini di privacy?
Il motivo? Fondamentalmente il legame tra Allo e Google Assistant. L’app di messaggistica, infatti, sfrutta l’agent di Google per fornire una serie di funzioni aggiuntive come un sistema predittivo per le risposte e l’analisi delle immagini che permette di avere a portata di tap una risposta “a tema”.
Nella pratica, se un amico ci invia una fotografia con Allo, possiamo contare sul fatto che Google Assistant l’analizzi per capire quale sia il contenuto e suggerire le possibili risposte congruenti con il contesto.
Il sistema, naturalmente, affina le sue capacità sulla base dell’esperienza e a questo scopo ha bisogno di conservare informazioni sulla nostra attività.
Per evitare che tutte le informazioni siano conservate è possibile scegliere la modalità di conservazione anonima. Certo, non avremo la risposta pronta quando qualcuno ci manda la fotografia della sua festa di diploma, ma per lo meno la nostra cronologia non sarà memorizzata su qualche server.
Ott 10, 2025 0
Set 10, 2025 0
Set 02, 2025 0
Ago 27, 2025 0
Giu 16, 2026 0
Giu 09, 2026 0
Giu 04, 2026 0
Mag 28, 2026 0
Giu 09, 2026 0
Il nuovo assetto geopolitico mondiale ha messo a nudo una...
Mag 28, 2026 0
A leggere il nuovo “2026 Cloud Security Report”...
Mag 25, 2026 0
Un volto reale può essere modificato dall’intelligenza...
Mag 22, 2026 0
Gli agenti di intelligenza artificiale sono ormai entrati...
Mag 07, 2026 0
Il problema del dipendente “infedele” è vecchio quanto...
Gen 29, 2025 0
Con l’avvento dell’IA generativa...
Ott 09, 2024 0
Negli ultimi anni sempre più aziende stanno sottoscrivendo...
Ott 02, 2024 0
Grazie al machine learning, il Global Research and Analysis...
Set 30, 2024 0
Il 2024 è l’anno delle nuove normative di sicurezza:...
Mag 21, 2024 0
Una delle sfide principali delle aziende distribuite sul...
Giu 16, 2026 0
Sebbene il numero di casi d’uso nel nostro Paese sia...
Giu 09, 2026 0
Il nuovo assetto geopolitico mondiale ha messo a nudo
Giu 04, 2026 0
Un gruppo cybercriminale di lingua cinese fino a poco...
Mag 28, 2026 0
A leggere il nuovo “2026 Cloud Security Report”...
Mag 27, 2026 0
Le campagne di SEO poisoning non sono certo una novità...
