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Mar 30, 2023 Marina Londei Attacchi, Hacking, Minacce, News, RSS 0
C’è un nuovo gruppo nel mondo dei ransomware: si chiama Dark Power e sta facendo vittime in tutto il mondo, in qualsiasi settore gli capiti a tiro. I ricercatori di Trellix sono stati i primi a individuarlo e descrivere il ciclo di vita del ransomware del gruppo.
Il programma è scritto in Nim, un linguaggio cross-platform e facile da utilizzare che negli ultimi tempi è diventato molto comune per lo sviluppo di malware. Come spiegano i ricercatori, gli attaccanti stanno scegliendo linguaggi nuovi e relativamente poco diffusi per mettere in difficoltà i team di difesa, che devono tenersi aggiornati continuamente.
Una volta installato nel dispositivo, il ransomware interrompe diversi servizi anti-malware e di backup quali per esempio veeam, memtas, sql, backup, per rendere più difficile il recupero dei file criptati e aumentare la possibilità che la vittima paghi il riscatto. Il ransomware interrompe anche interi processi relativi alla gestione dei database, come sql.exe e oracle.exe, per assicurarsi di riuscire a cifrare tutti i dati e non incappare in file bloccati dai processi.

Pixabay
Dark Power a questo punto procede con la cifratura dei dati, non prima di aver escluso dal processo tutti i file e le cartelle necessari per il funzionamento del sistema operativo. Conclusa l’operazione, il ransomware distribuisce file pdf con la nota del riscatto in ogni cartella cifrata. Il gruppo richiede un pagamento di 10.000 dollari in Monero.
Secondo l’analisi di Trellix, ci sono due varianti del ransomware attualmente in uso che si differenziano per le chiavi di cifratura utilizzate e il loro formato. L’obiettivo, però, è sempre lo stesso: cifrare i dati e chiedere un riscatto per riottenerli, pena la pubblicazione sul web. Un approccio da manuale, ma ciò non rende Dark Power meno pericoloso di altri gruppi criminali: secondo il sito web del gruppo, in un solo mese avrebbero già colpito con successo 10 vittime.
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