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Feb 15, 2023 Dario Orlandi Attacchi, Intrusione, News, RSS, Scenario 0
Il nuovo Threat Intelligence Report di Exprivia ha utilizzato 118 fonti aperte (dai siti Web delle aziende colpite alle notizie riportate dalle agenzie di stampa) per analizzare quantitativamente e qualitativamente lo stato della sicurezza informatica nel nostro Paese.
I risultati sono davvero negativi: il 2021 era stato infatti indicato unanimemente come l’anno peggiore di sempre per la sicurezza IT, ma i dati relativi al 2022 sono ancora più gravi.
Lo scorso anno si sono registrati nel complesso 2.600 eventi legati al cybercrime, di cui 1.236 attacchi, 1.261 incidenti e 103 violazioni della privacy; un numero quasi doppio rispetto ai 1.356 del 2021 e più che quadruplicato rispetto ai 605 del 2020.

Solo nell’ultimo trimestre del 2022 si contano 547 eventi, con una progressiva crescita nel mese di dicembre (che da solo ne conta 257), che si colloca al terzo posto nella poco invidiabile classifica del numero di incidenti riportati, dopo marzo e maggio.
Per la prima volta da quando è nato l’Osservatorio Cybersecurity di Exprivia sulle minacce informatiche in Italia, inoltre, il numero di incidenti (ovvero gli attacchi andati a buon fine) supera quello degli attacchi.
Questo apparente paradosso è dovuto all’intervallo crescente tra l’attacco e l’incidente, al miglioramento delle tecniche usate dagli attaccanti e dalla poca consapevolezza da parte di imprese e cittadini.
Il 2022 ha visto un aumento significativo delle attività di cyberwarfare con 157 fenomeni registrati, in gran parte legati al conflitto russo-ucraino. L’hacktivism, ovvero le attività finalizzate a promuovere cause politiche o sociali, è aumentato del 139% rispetto all’anno precedente.
Il settore finanziario è stato il più colpito, con 939 casi, pari al 36% del totale. Il furto di dati è la tipologia di danno più frequente, con il 70% dei casi registrati, seguito dal danno economico e dall’interruzione del servizio.

Phishing e social engineering sono le tecniche più utilizzate, con 1.133 casi registrati, rappresentando il 43% del totale. L’Osservatorio ha registrato una diminuzione degli attacchi ai dispositivi IoT esposti in rete nell’ultimo trimestre dell’anno (-8%).
L’indice sul rapporto tra dispositivi sicuri e insicuri, elaborato dall’Osservatorio, evidenzia una maggiore vulnerabilità nel Sud Italia. Tuttavia, per la prima volta, il rapporto tra i servizi digitali analizzati e le vulnerabilità identificate sembra indicare che tutto il territorio nazionale si muove alla stessa velocità.
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