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Gen 20, 2021 Marco Schiaffino In evidenza, News, RSS, Scenario 0
Dopo i bilanci di fine anno, è arrivato il momento per le previsioni per il prossimo futuro. A farle è anche Trend Micro, che ha pubblicato il report che illustra le tendenze in ambito cyber security per il nuovo anno. Intitolato “Turning The Tide”, lo studio evidenzia alcuni degli elementi critici che caratterizzeranno questo 2021.
Il punto di partenza, naturalmente, investe i grandi cambiamenti introdotti da questo (terribile) 2020 appena terminato. Primo tra tutti il fenomeno dell’home working, che secondo gli esperti è destinato a mantenere un ruolo centrale anche nei prossimi 12 mesi.
Nella prospettiva di chi si occupa di sicurezza, questo porterà prevedibilmente a un aumento degli attacchi rivolti ai dispositivi personali e alle reti domestiche, che i pirati informatici potranno sfruttare come “testa di ponte” per arrivare alle reti aziendali.
Di più: come hanno spiegato gli esperti di Trend Micro nel corso della conferenza stampa in cui è stato presentato il report, la nuova geografia del lavoro potrà portare anche a una crescita di attacchi “indiretti”.
La logica è semplice quanto inquietante: potendo far leva sul fatto che i dispositivi casalinghi sono spesso utilizzati da più membri della famiglia, i cyber criminali potranno prendere di mira i congiunti del loro reale bersaglio per rendere più efficaci le loro tattiche di attacco.

Sotto un profilo più tecnico, l’attenzione degli autori del report si concentra sulla probabile crescita degli attacchi basati su exploit “n-day”, cioè gli attacchi che sfruttano vulnerabilità conosciute ma estremamente recenti.
Quello che ci si aspetta, in pratica, è che i i pirati informatici saranno in grado di sfruttare le falle di sicurezza con (ancora) maggiore rapidità. Secondo gli esperti di Trend Micro, di conseguenza, sarà necessario ridurre i tempi per installare le patch che correggono i bug individuati dalla community dei ricercatori.
Tra i vettori di attacco che ci si aspetta possano vivere una fase di crescita ci sono poi le API, i componenti utilizzati per far interfacciare diverse applicazioni.
In questo caso le problematiche sono legate al fatto che l’uso sempre più diffuso delle API, utilizzate per esempio per accedere a servizi collegati a quelli cui fanno riferimento, aprono facilmente la strada ad abusi e violazioni da parte dei cyber criminali.
Un fenomeno cui i ricercatori stanno già assistendo, che nel prossimo futuro sarebbe destinato a crescere di intensità e frequenza.
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