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Giu 28, 2016 Marco Schiaffino Apt, Attacchi, Minacce, News, Trojan, Vulnerabilità 0
La passione per il vintage non si limita al settore della moda. Un bell’esempio di applicazione nel campo della sicurezza informatica è quello descritto da TrapX, un’azienda californiana che ha recentemente pubblicato l’analisi di un malware specializzato nell’infiltrazione di reti all’interno di istituti ospedalieri.
MEDJACK.2, com’è stato battezzato dai ricercatori, è estremamente sofisticato, ma “impacchettato” all’interno di un vecchio malware che sfrutta una vulnerabilità del 2008. Talmente “retrò” che nelle versioni più recenti dei sistemi Microsoft è inefficace.
L’obiettivo dei cyber-criminali, d’altra parte, sembra fossero proprio le macchine con Windows XP, utilizzate all’interno degli ospedali per gestire alcuni macchinari specifici.

Per la gestione di alcuni macchinari gli ospedali usano ancora computer con Windows XP.
In uno dei casi studio riportati, MEDJACK.2 era riuscito a infettare tre dispositivi medici del reparto di oncologia, ottenendo potenzialmente l’accesso (oltre che alle informazioni sui pazienti) alle funzioni che gestiscono il funzionamento dei macchinari.
Stando a quanto riportato dagli analisti di TrapX, i sistemi informatici dell’ospedale erano protetti da software antivirus aggiornati e firewall attivi su più livelli. Il malware, però, è sfuggito ai controlli.
La ragione? Era troppo vecchio e, in buona sostanza, non rappresentava una minaccia per i sistemi operativi più recenti. Il sistema di controllo antivirus, quindi, non ha reagito in alcun modo.

Lo schema di attacco di MEDJACK.2 schematizzato dagli analisti di TrapX.
Le workstation dedicate con Windows XP, invece, erano prive di protezione endpoint e il malware ha potuto colpire senza incontrare alcuna resistenza, aprendo una backdoor collegata a un server Command and Control.
Secondo gli analisti, nelle fasi successive dell’attacco MEDJACK.2 ha dato dimostrazione di un notevole livello di complessità. Il malware è infatti in grado di diffondersi all’interno della rete aggirando i sistemi di controllo, cercando di raggiungere tutte le macchine vulnerabili all’interno dell’infrastruttura.
Per individuarlo e studiarne il comportamento, i ricercatori di TrapX hanno disposto delle “trappole” emulando lo stesso ambiente delle workstation vulnerabili. E MEDJACK, per quanto sofisticato, ci è cascato.
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