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Ago 02, 2023 Marina Londei Attacchi, In evidenza, Malware, Minacce, News, RSS 0
Il governo degli Stati Uniti sostiene che la Cina abbia diffuso un malware nelle infrastrutture elettriche e di comunicazioni statunitensi: ad affermarlo è il New York Times sulla base di alcune dichiarazioni dell’esercito.
Come riportato da SecurityWeek, il malware sarebbe una minaccia “pronta a esplodere” e interrompere la fornitura di elettricità, reti di comunicazioni e acqua non solo all’esercito, ma anche ai cittadini.
Lo scorso maggio Microsoft aveva reso nota la presenza di un malware di questo tipo nei sistemi statunitensi a opera del gruppo cinese Volt Typhoon. Secondo la compagnia, il gruppo è interessato non solo al cyberspionaggio, ma anche alla compromissione delle infrastrutture nel caso scoppiasse un conflitto tra le due nazioni.
Il malware è stato identificato per la prima volta a Guam, in uno degli avamposti più importanti per l’esercito americano, ma è attivo anche in altre infrastrutture degli Stati Uniti.

Pixabay
Microsoft si è detta preoccupata sia per l’estensione del malware che per la natura delle infrastrutture colpite che spaziano non solo tra comunicazioni e trasporti, ma anche nel settore educativo, nel manifatturiero e tra gli enti governativi. Il problema, ha sottolineato l’azienda, è la mancanza di visibilità su altre potenziali attività di Volt Typhoon non ancora identificate.
Il governo americano si sta adoperando per analizzare e contrastare la minaccia. Ufficiali militari e della sicurezza nazionale, riporta il Times, stanno organizzando nuovi incontri per sradicare il malware dai sistemi prima che possa danneggiare le infrastrutture critiche del Paese.
“L’amministrazione Biden sta lavorando senza sosta per proteggere gli Stati Uniti da qualsiasi interruzione alla nostra infrastruttura critica, inclusa la coordinazione tra agenzie per proteggere, tra gli altri i sistemi di trasporto dell’acqua, gasdotti e oleodotti, ferrovie e sistemi aeronautici” ha affermato Adam Hodge, portavoce del National Security Council.
Le dichiarazioni del Consiglio arrivano in un momento in cui i rapporti con la Cina sono molto tesi: da una parte il governo cinese continua a rivendicare Taiwan come proprio territorio, con la minaccia dello scoppio di un conflitto; dall’altra, gli Stati Uniti hanno intenzione di bandire l’esportazione dei semiconduttori a Pechino.
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