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Mag 23, 2023 Dario Orlandi Hacking, News, RSS, Tecnologia 0
La diffusione degli strumenti basati sull’intelligenza artificiale sta sollevando diversi problemi di sicurezza, che coinvolgono anche i sistemi di autenticazione con password.
Una soluzione che sfrutta l’intelligenza artificiale è PassGAN AI, un sistema in due parti: una rete generativa crea le password che potrebbero essere utilizzate un utente, mentre una rete discriminante confronta le password generate con quelle reali provenienti da leak e altre fonti.
La rete discriminante addestra la rete generativa per creare password migliori e più accurate. Secondo Home Security Heroes, le password composte da quattro, cinque e sei caratteri con combinazioni di lettere, numeri e simboli possono essere indovinate quasi istantaneamente da PassGAN AI.
Anche una password di sette caratteri con lettere maiuscole e minuscole e numeri (ma senza simboli) potrebbe essere violata in meno di un minuto. Le password più complesse (costituite da otto e nove caratteri) richiedono rispettivamente sette ore e due settimane per essere decifrate.
Home Security Heroes ha utilizzato PassGAN AI per analizzare oltre 15 milioni di password comuni, con risultati piuttosto preoccupanti.
L’uso dell’intelligenza artificiale per decifrare password ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza, ma è utile notare che strumenti simili esistono da qualche tempo e le password rimangono ragionevolmente sicure, a patto che siano lunghe e complesse.

Fonte: Home Security Heroes
Gli strumenti dedicati alla violazione delle password, anche quelli basati sull’IA, sono efficaci solo quanto i dati a loro disposizione.
Rimangono quindi valide, a maggior ragione, tutte le precauzioni e le best practices che presiedono alla protezione dei sistemi di autenticazione: in particolare, oltre a selezionare password lunghe e robuste (la lunghezza necessaria sta aumentando rapidamente), è importante anche aggiungere ulteriori fattori di autenticazione, avendo cura di implementare un sistema robusto e resiliente agli attacchi più comuni.
Un approccio basato sul paradigma zero trust può inoltre aiutare a contenere eventuali violazioni monitorando i comportamenti degli utenti e rilevando eventuali attività inconsuete.
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