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Ott 03, 2022 Redazione news Gestione dati, Intrusione, News, RSS 0
Nel 2014 Apple ha attivato la crittografia per quasi tutti i dati memorizzati all’interno degli iPhone. Questo rende molto difficile ottenerli senza conoscere il PIN o il codice di accesso utilizzato dall’utente per sbloccare il telefono. Misure analoghe sono in genere utilizzate anche sui cellulari Android.
Società di analisi forense come la statunitense Grayshift hanno quindi dovuto impegnarsi per trovare nuove tecnologie e soluzioni per consentire alle forze dell’ordine di accedere ai dati che potrebbero essere utili per le loro indagini.

Le aziende che producono gli strumenti per sbloccare i cellulari tengono normalmente segreti tutti gli aspetti delle loro tecnologie, senza nemmeno diffondere le foto dei dispositivi.
Le società americane devono però depositare i documenti con i dati relativi a strumenti legati alle telecomunicazioni presso un’agenzia governativa. Si tratta della Federal Communications Commission (abbreviato FCC), in italiano Commissione federale per le comunicazioni.
Proprio da questi dati, pubblicati online, sono emerse le caratteristiche di un nuovo strumento per le forze dell’ordine. A notarli è stato Logan Koepke, che lavora presso la non-profit Upturn. Come riporta il suo sito, l’organizzazione “promuove l’equità e la giustizia nella progettazione, nella governance e nell’uso della tecnologia”.
Questi documenti mostrano delle immagini del prodotto, una nuova versione del Graykey di cui il sito di Grayshift descrive solo le finalità. Dai dati trapelati traspare che sostanzialmente il dispositivo esegue l’equivalente di un attacco brute-force per ottenere codice di accesso dell’iPhone o del telefono Android del sospetto.
In questo modo le forze dell’ordine possono estrarre i dati dai cellulari. Grayshift è stata contattata sul tema dalla rivista Vice ma non ha rilasciato commenti.
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