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Lug 04, 2022 Redazione news Attacchi, News, RSS, Vulnerabilità 0
La CISA (Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, agenzia per la sicurezza informatica e delle infrastrutture statunitense) ha aggiunto una vulnerabilità Linux ad alta gravità, nota come PwnKit, all’elenco dei bug attivamente sfruttati. Identificata come CVE-2021-4034, è presente nel componente pkexec di Polkit, utilizzato da tutte le principali distribuzioni (tra cui per esempio Ubuntu, Debian e Fedora).
Polkit, noto in passato come PolicyKit, è un insieme di strumenti utilizzati per controllare i privilegi a livello di sistema su Linux e gestisce le comunicazioni tra processi non privilegiati e quelli privilegiati. PwnKit può dare a dei cyber criminali l’accesso di root agli endpoint.

Come spiega l’analisi del database delle vulnerabilità gestito dal NIST (National Institute of Standards and Technology, l’agenzia del governo USA per le tecnologie), l’applicazione pkexec è uno strumento setuid progettato per consentire agli utenti non privilegiati di eseguire comandi come se lo fossero in base policy predefinite.
La versione attuale di pkexec non gestisce correttamente il conteggio dei parametri di chiamata e finisce per tentare di eseguire le variabili d’ambiente come comandi. Un utente malintenzionato può sfruttare questa situazione creando variabili d’ambiente in modo tale da indurre pkexec a eseguire codice arbitrario.
Se portato a termine con successo, l’attacco può causare un’escalation dei privilegi locali, dando a utenti non privilegiati i diritti amministrativi sulla macchina di destinazione.
La vulnerabilità è stata scoperta dai ricercatori di Qualys che l’hanno che hanno determinato che la sua origine risale al primo rilascio di pkexec nel maggio 2009, il che significa che è presente da più di 12 anni. L’azienda esorta gli amministratori a mettere rapidamente in sicurezza dei server vulnerabili utilizzando le patch rilasciate dal suo team di sviluppo nel proprio repository GitLab.
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