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Apr 27, 2022 Redazione news Attacchi, News, RSS 0
La vulnerabilità RCE CVE-2022-22954 di VMware Workspace ONE Access (ex VMware Identity Manager) è stata segnalata una ventina di giorni fa, con i metodi per risolverla, insieme ad altri bug.
Si tratta di altre due vulnerabilità che consentono l’esecuzione di codice da remoto (CVE-2022-22957 e CVE-2022-22958), relative a VMware Identity Manager (vIDM), VMware vRealize Automation (vRA), VMware Cloud Foundation e vRealize Suite Lifecycle Manager.

Il bug CVE-2022-22954 ha in seguito iniziato a essere sfruttato e ora i ricercatori di Morphisec riferiscono di aver visto exploit da parte di APT, in particolare il gruppo iraniano noto come APT35 o “Rocket Kitten”, come riporta Bleeping Computer.
I cyber criminali ottengono l’accesso iniziale all’ambiente della vittima sfruttando la vulnerabilità CVE-2022-22954, che è l’unica delle tre segnalate a non richiedere privilegi da amministratore per il server. È anche l’unica per la quale è disponibile il codice di un exploit PoC (proof of concept) pubblico.
L’attacco inizia eseguendo un comando PowerShell sul servizio vulnerabile (Identity Manager), che lancia uno stager, un piccolo codice iniziale che viene eseguito per caricare un secondo payload più potente. Lo stager prende il loader PowerTrash dal server di comando e controllo (C2) e carica Core Impact nella memoria del sistema.
Core Impact è uno strumento legittimo per fare test di penetrazione che in questo caso viene usato a scopo malevolo, come è capitato a Cobalt Strike in altre campagne. Non è una tecnica nuova, dato che Trend Micro ha segnalato l’utilizzo di Core Impact da parte di APT35 in attacchi a partire dal 2015.
Morphisec ha rilevato che vengono quindi lanciate delle backdoor, principalmente Cobalt Strike, Metasploit o beacon di Core Impact.
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