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Lug 10, 2017 Marco Schiaffino Gestione dati, News, RSS, Tecnologia 1
Chiunque gestisca un sito Internet ha ormai dovuto arrendersi all’idea di essere costantemente sotto attacco. Le attività di scansione dei cyber-criminali, che cercano vulnerabilità e possibili punti di accesso per compromettere i server che ospitano i siti, sono diventate ormai quotidianità.
Non stiamo parlando di attacchi mirati (che usano spesso strumenti sofisticati e strategie complesse per attaccare un sito) ma di quel gran numero di furbacchioni che eseguono scansioni a tappeto alla ricerca di una vittima facile da colpire.
Come contrastarli? I costanti aggiornamenti e l’uso di strumenti di protezione sono il classico “minimo sindacale”. Il ricercatore austriaco Christian Haschek suggerisce un trucchetto che può rendere la vita molto più difficile ai cyber-ficcanaso.
L’idea è quella di piazzare all’interno del sito una ZIP Bomb, cioè un archivio in formato ZIP che contenga una mole tale di dati da mandare in crash qualsiasi software che cerchi di aprirlo. Come spiega Haschek nel suo blog, le potenzialità del sistema di compressione per creare una ZIP Bomb sono ottime.

La ZIP Bomb è in grado di saturare la memoria disponibile e mandare in crash browser e strumenti di scansione.
Creando un archivio strutturato “a nido” (un file zip che contiene 16 archivi che a loro volta ne contengono altri 16 e via così fino a un file originale di 4,3 GB contenente solo zero) è possibile creare un file ZIP di circa 42 KB che, una volta decompresso, occupa su disco la bellezza di 4,5 Petabyte, cioè 4.500.000 Gigabyte.
Purtroppo, però, i normali browser non sono in grado di aprire i file ZIP, ma per fortuna possono farlo con GZIP. Hascheck sul suo blog suggerisce quindi di creare un file GZIP di 10 MB (che una volta decompresso arriva a 10 GBG) e inserire uno script PHP che richiama il file.
Risultato: la maggior parte dei browser e gli strumenti di scansione (come SQLmap) vanno in crash o si bloccano in una fase di caricamento infinita. Abbastanza per scoraggiare ulteriori azioni da parte del pirata di turno.
Hascheck ha anche pubblicato una pagina di prova che si può raggiungere a questo indirizzo. Attenzione però: aprirla può provocare il blocco del browser (è il suo scopo) la perdita della sessione corrente e anche qualche problemino (lo diciamo per esperienza personale) con altre applicazioni attive sul sistema.
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One thought on “Proteggere il proprio sito Web con una ZIP Bomb”