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Lug 04, 2017 Marco Schiaffino News, RSS, Vulnerabilità 0
Quando si parla di crittografia, è difficile dormire sonni tranquilli. Nemmeno quando si parla di protocolli “robusti” come RSA 1024 bit. L’ultima mazzata per chi si affida al sistema di codifica considerato tra i più sicuri al mondo arriva da un gruppo di ricercatori che hanno trovato il modo di violarlo attraverso una tecnica che sfrutta le vulnerabilità delle procedure utilizzate da Linux per implementare il sistema.
Gli autori della ricerca sono David Bernstein, Joachim Breitner, Daniel Genkin, Leon Groot Bruinderink, Nadia Heninger, Tanja Lange, Christine van Vredendaal e Yuval Yarom, che lavorano presso la Technical University of Eindhoven, la University of Illinois, la University of Pennsylvania, la University of Maryland e laUniversity of Adelaide).
Nel loro report spiegano nel dettaglio come sono riusciti a sfruttare alcune vulnerabilità di libgcrypt20 per ricostruire una chiave.

Chi volesse approfondire la questione consultando il documento originale pubblicato dai ricercatori si prepari ad avere a che fare con “semplici” nozioni come questa.
Tutto è dovuto alla tecnica di calcolo usata, chiamata Sliding Window (Finestra Scorrevole) e che, come spiegano i ricercatori, rilascia una percentuale di dati a ogni passaggio di calcolo.
Comunemente, il leak di dati è considerato insufficiente per mettere a rischio la sicurezza del sistema crittografico, ma con il loro metodo basato su un attacco “laterale” che sfrutta la tecnica flush+reload a livello di cache è possibile scardinare completamente il sistema crittografico.
In seguito alla pubblicazione della ricerca, gli sviluppatori hanno messo a punto un aggiornamento che corregge la vulnerabilità e restituisce l’inviolabilità al sistema crittografico.
L’aggiornamento per Debian può essere scaricato da questo collegamento mentre quello per Ubuntu da questo.
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