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Nov 03, 2016 Giancarlo Calzetta News, Scenario 0
Che nel mondo della tecnologia ci siano poche donne è risaputo, anche se negli ultimi anni sembra che le cose stiano cambiando.
Sempre più rappresentanti del gentil sesso, infatti, intraprendono carriere legate alle famose professioni STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).
Il mondo della sicurezza informatica, però, non brilla per livello di accoglienza di nuove leve rosa e le motivazioni sono da ricercare per lo più nel fatto che quella della cybersecurity è una nicchia ancora ristretta, nonostante le prospettive di impiego siano ottime e ci sia una mancanza di personale che rischia di diventare allarmante in futuro.

Come si può evitare, quindi, che il settore della sicurezza informatica resti a larga presenza maschile?
Innanzitutto, cominciamo col chiarire perché abbiamo bisogno di donne nel settore: la diversità è una risorsa importantissima in qualsiasi attività umana. Avere team misti e dalle competenze variegate aiuta a guadare ai problemi da punti di vista differenti, elaborando soluzioni più efficaci e identificando vulnerabilità che altrimenti resterebbero nascoste.
Detto questo, secondo Lisa Depew, Chief of Staff di Intel Security, il primo passo è quello di far capire che le competenze necessarie nella sicurezza informatica sono molto più variegate di quello che possano sembrare all’inizio.
Servono coder specializzati e “hacker”, certo, ma anche un gran numero di altre specializzazioni che vanno dalla statistica all’analisi di processo e quindi è molto più facile coinvolgere delle donne presentando subito questa diversità.
“La prima cosa “- dice Lisa Depew – “che mi dicono quasi tutte le donne che voglio arruolare in azienda è che non sanno nulla di sicurezza informatica, ma la mia risposta è immediata: non fa niente; tu hai le giuste competenze per riuscire in questo ruolo, il resto lo imparerai”.
“Un altro aspetto da tenere molto presente” – ci racconta Lynda Grindstaff, director of Security Innovation Solutions di Intel – “è che dopo averle assunte bisogna anche riuscire a evitare che scappino. Molte donne, infatti, dopo anni di lavoro in uffici popolati da soli uomini fuggono verso altre aziende con ambiente più equilibrato”.
Cosa si può fare, quindi?
“Bisogna iniziare a creare più persone in grado di apprezzare le professioni STEM, tramite iniziative di insegnamento della programmazione e dell’applicazione logica già nelle scuole secondarie” – spiega Celeste Fralick, CTO Analytics di Intel Security.
“Il cambiamento arriverà con le nuove generazioni e sarà graduale ma costante: più donne entreranno in questo settore, portando con loro competenze e sensibilità diverse che permetteranno lo sviluppo di soluzioni ancora migliori”.
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