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Dic 14, 2018 Marco Schiaffino Attacchi, In evidenza, News, RSS 0
Ricordate l’immagine romantica dell’hacker in stile Robin Hood che ruba ai ricchi per dare ai poveri? Ecco: scordatevela. Nel terzo millennio l’identikit del pirata informatico è quello di un criminale senza scrupoli, che non guarda in faccia nessuno e non si fa scrupoli nemmeno a colpire un’organizzazione no profit come Save the Children.
Come riporta un articolo del Boston Globe, l’associazione attiva nel settore della tutela dell’infanzia è stata vittima, nel maggio del 2017, di una classica frode via email, che solo nei primi sei mesi del 2018 secondo l’FBI avrebbe fruttato ai cyber-criminali circa 12,5 miliardi di dollari.
Lo schema usato è simile a quello che abbiamo già visto in altre occasioni, anche se questa volta i cyber-criminali hanno messo in piedi una truffa decisamente più complessa.
Tutto è cominciato, stando alla ricostruzione, con la violazione dell’account di posta elettronica di un dipendente di Save The Children.
Di solito queste truffe usano tecniche abbastanza semplici, come quella di inviare ordini di pagamento falsi o di modificare l’IBAN di un fornitore per dirottare il pagamento.Gli sciacalli che hanno preso di mira Save the Children invece, hanno fatto qualcosa di molto più complicato.

Una volta avuto accesso all’email dell’impiegato, i pirati informatici hanno creato una serie di documenti e fatture false relative a un progetto per l’installazione di pannelli solari su alcuni ospedali in Pakistan, un paese in cui l’associazione è attiva da oltre 30 anni.
Tutto molto credibile, ma anche tutto falso. Il progetto era solo un paravento per giustificare ordini di pagamento per circa 1 milione di dollari e diretti a un conto corrente che faceva riferimento al Giappone. Quando gli impiegati di Save the Children si sono accorti che qualcosa non andava, era troppo tardi. Il denaro era già “evaporato”.
Per fortuna, spiegano fonti dell’associazione, buona parte della somma è stata coperta da una polizza assicurativa e la perdita effettiva è stata di “solo” 112.000 dollari. Il nostro augurio di Natale per i pirati, in ogni caso, è solo uno: che si strozzino con il panettone.
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