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Mar 27, 2026 Giancarlo Calzetta In evidenza, News, RSS, Tecnologia 0
Google ha annunciato sul proprio blog l’obiettivo di completare l’integrazione della post-quantum cryptography (PQC) nei propri sistemi, prodotti e servizi entro il 2029, segnando uno dei piani più strutturati e ambiziosi finora dichiarati nel settore.

Per quanto l’avvento di computer quantistici in grado di spezzare le crittografie attuali sembri ancora molto in là dal giungere alla portata di governi e aziende, il tema è già molto sentito a causa della pratica, finora speculativa ma destinata a diventare attuale, del “raccogli adesso e decripta più tardi”: ovvero il fatto che gli attaccanti potrebbero rubare adesso gli archivi criptati e tenerli da parte fin quando non avranno i mezzi per decriptarli.
La strategia delineata da Google segue il solco tracciato dagli standard pubblicati nel 2024 dal National Institute of Standards and Technology che stanno diventando il punto di riferimento globale per la transizione alla crittografia resistente al quantum. L’approccio dell’azienda si fonda su tre direttrici chiave: crypto-agility, protezione delle infrastrutture condivise e accompagnamento dell’intero ecosistema verso il cambiamento.
La crypto-agility emerge come elemento centrale, poiché consente alle organizzazioni di adattare rapidamente algoritmi e protocolli man mano che gli standard evolvono. Dal momento che le tecnologie sono ancora in fase di definizione, questa capacità rappresenta una valida opzione per evitare lock-in tecnologici e vulnerabilità eventualmente generate da ritardi nell’applicazione degli algoritmi più recenti.
Parallelamente, Google ha già avviato l’introduzione di tecnologie PQC nei propri ambienti. Il futuro Android 17 integrerà la protezione delle firme digitali basata su algoritmi ML-DSA (Module-Lattice-Based Digital Signature Algorithm), affiancandosi alle iniziative già avviate su Chrome e sulle piattaforme cloud.
Se finora il dibattito sulla sicurezza post-quantum si è concentrato prevalentemente sulla cifratura dei dati, il nuovo orientamento strategico mette in primo piano anche un altro elemento: l’autenticazione e le firme digitali.
In questo caso, il rischio va oltre quello del già citato “store now, decrypt later” per sfociare nella possibile compromissione sistemica dei meccanismi di fiducia digitale. Le firme digitali attuali potrebbero diventare vulnerabili, con impatti diretti su identità, transazioni e supply chain digitali.
Per questo motivo, Google ha esplicitamente rivisto il proprio threat model, suggerendo di anticipare la migrazione PQC proprio nei sistemi di autenticazione. Una scelta che riflette una crescente consapevolezza: la sicurezza futura non dipenderà solo dalla protezione dei dati, ma dalla capacità di garantire l’autenticità delle entità digitali.
Secondo diversi esperti del settore, il percorso verso la PQC richiede una pianificazione strutturata che vede come primo passo la mappatura dell’uso della crittografia all’interno dei sistemi aziendali, per poi coinvolgere i fornitori tecnologici facendo diventare Cloud provider, vendor VPN e partner software parte integrante della transizione, soprattutto per le organizzazioni che dipendono da soluzioni di terze parti.
Accanto a questo, pratiche consolidate come l’uso di tecniche di salting robuste possono offrire un livello di protezione immediato. Aggiungere entropia ai processi crittografici aumenta significativamente il costo computazionale degli attacchi, contribuendo a guadagnare tempo prezioso in attesa di una migrazione completa verso algoritmi post-quantum.
Uno degli aspetti meno evidenti ma più rilevanti riguarda l’interoperabilità futura. Le organizzazioni che ritarderanno la transizione potrebbero trovarsi isolate rispetto a partner e supply chain che avranno già adottato standard PQC.
Inoltre, il rischio è particolarmente elevato per i sistemi che gestiscono dati sensibili con cicli di vita lunghi, come quelli in ambito sanitario, finanziario o governativo. In questi casi, la protezione deve essere garantita non solo nel presente, ma anche in un orizzonte temporale di decenni.
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