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Gen 10, 2026 Giancarlo Calzetta Eventi 0
Il Global Innovation Forum nasce come risposta a una trasformazione profonda del modo in cui l’innovazione tecnologica viene raccontata e sostenuta all’interno delle grandi fiere internazionali. Ospitato all’interno di CES, la più grande manifestazione mondiale dedicata all’elettronica e all’innovazione, il forum si è progressivamente affermato come uno spazio pensato non per il singolo prodotto o per il singolo stand, ma per mettere in relazione interi ecosistemi nazionali dell’innovazione.
L’iniziativa è promossa dalla Seoul Business Agency, un’agenzia governativa che sostiene le piccole e medie imprese e le startup della capitale sudcoreana con l’obiettivo di rafforzarne la presenza sui mercati globali. L’idea di fondo è semplice: usare la visibilità e la concentrazione di attori garantite dal CES come piattaforma neutrale per favorire connessioni strutturate tra startup, investitori, media internazionali e organizzazioni di supporto provenienti da Paesi diversi.

Le origini del Global Innovation Forum risalgono al 2025, quando l’iniziativa debuttò con il nome di Seoul Innovation Forum. In quella prima edizione, cinque padiglioni nazionali presenti a CES – Corea del Sud, Taiwan, Svizzera, Giappone e Paesi Bassi – decisero di superare la logica della semplice esposizione fieristica per sperimentare una forma di collaborazione più profonda.
Il successo di quell’esperimento ha portato a un’evoluzione naturale del progetto. Dal 2026 il forum è stato rilanciato con una nuova identità, diventando Global Innovation Forum e ampliando il numero dei Paesi coinvolti. Accanto alla Corea del Sud sono entrati stabilmente Taiwan, Svizzera, Israele, Giappone, Canada e Francia, rappresentati da organizzazioni nazionali impegnate nello sviluppo dell’innovazione e dell’imprenditorialità tecnologica. La collaborazione tra soggetti come Taiwan Tech Arena, Switzerland Global Enterprise, JETRO, Business France e le strutture canadesi e israeliane ha trasformato il forum in un vero e proprio punto di snodo tra le diverse filiere globali delle startup.

Il funzionamento del Global Innovation Forum ruota attorno a un format ben definito che combina competizione, visibilità e networking. Il momento centrale è rappresentato dalla gara di pitching, in cui ogni Paese presenta una startup rappresentative del proprio ecosistema. Le aziende salgono sul palco per presentare soluzioni, tecnologie e modelli di business a una platea composta da investitori, media internazionali e stakeholder dell’innovazione. L’obiettivo non è soltanto decretare un vincitore, ma creare un’occasione concreta di esposizione verso chi può facilitare l’ingresso nei mercati globali.
Un elemento distintivo dell’edizione più recente è stato l’ampliamento della giuria, che ha affiancato ai media internazionali una componente qualificata di venture capitalist. Questa scelta ha rafforzato la credibilità dell’iniziativa e, soprattutto, ha reso il pitching uno strumento direttamente collegato a potenziali opportunità di investimento. Le valutazioni si sono concentrate su aspetti come l’attrattività per il capitale di rischio, la solidità della visione strategica e la capacità delle soluzioni presentate di scalare a livello globale.
Accanto alla competizione, il forum prevede momenti di confronto più ampi, come panel di discussione tra i rappresentanti delle organizzazioni nazionali coinvolte. In questi spazi vengono condivse politiche di supporto alle startup, modelli di accompagnamento alla crescita internazionale e riflessioni sulle principali sfide che attraversano l’ecosistema globale dell’innovazione. È qui che il Global Innovation Forum mostra la sua natura più sistemica, diventando un luogo di scambio di know-how tra chi, anno dopo anno, porta al CES alcune delle realtà emergenti più interessanti del panorama tecnologico mondiale.
Il networking rappresenta l’altra colonna portante dell’evento. Rispetto alle edizioni iniziali, la sessione di incontri informali è stata notevolmente potenziata, coinvolgendo non solo giudici e startup, ma anche investitori, giornalisti e organizzazioni di supporto presenti a Las Vegas per il CES. In questo contesto, il forum assume la funzione di acceleratore relazionale, permettendo alle giovani aziende di costruire contatti qualificati in un ambiente meno dispersivo rispetto alla fiera tradizionale.
A completare il format, alcune startup hanno avuto la possibilità di presentarsi con brevi interventi di un minuto, pensati come strumenti di comunicazione rapida ed efficace verso un pubblico altamente selezionato. Anche questo dettaglio contribuisce a spiegare perché il Global Innovation Forum venga percepito come un moltiplicatore di valore per la partecipazione al CES, soprattutto per le realtà che cercano visibilità, investimenti e partnership internazionali.
La vincitrice della battaglia dei pitch è stata FirstHabit che ha presentato Chalk, un modello di intelligenza artificiale visiva progettato per accompagnare lo studente nel processo di risoluzione dei problemi, integrando testo, immagini e ragionamento strutturato in un’esperienza più simile a quella di un tutor che a un semplice generatore di risposte. CytoAurora Biotech è arrivata seconda, mostrando una piattaforma che integra semiconduttori, algoritmi proprietari e analisi d’immagine basata su intelligenza artificiale per individuare le cellule tumorali in modo rapido e accurato permettendo diagnosi molto precoci e terapie personalizzate.

Al terzo posto si è piazzata CubicSpace rilanciando il concetto di 3D su smartphone con una tecnologia che consente la visualizzazione tridimensionale senza occhiali né visori, combinando una pellicola ottica applicata allo schermo e un software capace di adattare le immagini alla posizione dell’osservatore in tempo reale.
Degne di nota, comunque, anche le altre startup. BTRY ha presentato una batteria allo stato solido ultra-sottile, spessa solo 0,1 millimetri, capace di ricaricarsi in circa un minuto e di operare in sicurezza anche a temperature elevate, pensata per alimentare sensori, wearable e medical device di nuova generazione. Luchrome ha introdotto display elettronici a bassissimo consumo per etichette digitali e applicazioni IoT, in grado di fornire informazioni attive in ambiti come sanità e logistica industriale senza compromettere l’autonomia energetica dei dispositivi.
POLYN Technology ha svelato un chip dedicato al rilevamento dell’attività vocale sempre attivo ma con consumi nell’ordine dei microwatt, pensato per migliorare l’efficienza energetica di assistenti vocali, auricolari e dispositivi smart. Oephe, infine, ha portato una soluzione che trasforma le scarpe in piattaforme di analisi biomeccanica, grazie a sensori integrati capaci di monitorare in tempo reale il movimento e fornire dati utili per applicazioni sportive e sanitarie
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