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Ago 25, 2017 Marco Schiaffino Attacchi, News, RSS 0
Un massiccio attacco DDoS ha messo K.O. i servizi di DreamHost per alcune ore. La notizia è arrivata direttamente dall’account Twitter dell’azienda, che ieri sera ha dapprima segnalato un problema nei suoi servizi e in seguito specificato che si trattava di un attacco DDoS.
I tecnici hanno comunque risolto il problema nel giro di tre ore, trascorse le quali tutti i servizi sono tornati operativi. Impossibile, almeno per i momento, sbilanciarsi per quanto riguarda l’origine e le motivazioni dell’attacco.
Nei mesi scorsi DreamHost era infatti finita nel mirino dei gruppi conservatori statunitensi vicini all’amministrazione USA, che aveva ingiunto all’azienda di comunicare gli indirizzi IP di 1,3 milioni di utenti che avevano visitato disruptj20.org, un sito usato per coordinare le proteste durante la cerimonia di insediamento di Donald Trump.

L’attacco ha messo in crisi i sistemi di DreamHost per circa 3 ore. Dopo questo periodo di tempo, i tecnici dell’azienda sono riusciti a rimettere in piedi tutti i servizi.
DreamHost si era rifiutata di ottemperare all’ordine del Dipartimento della Giustizia appellandosi al primo emendamento (che tutela la libertà di parola – ndr) e suscitando le ire della destra statunitense.
L’attacco però potrebbe anche arrivare per motivi diametralmente opposti. La società ha infatti fornito il suo servizio di hosting per qualche tempo a un sito Web chiamato Punished Stormer (la riedizione di Daily Stormer) legato ad ambienti neonazisti e dei suprematisti bianchi.
Il sito, che altre società hanno scaricato senza troppi complimenti dopo le vicende di sangue legate alle proteste di Charlotteville in cui un suprematista bianco ha ucciso un’attivista antirazzista investendola in auto, sarebbe però in realtà ospitato da un’altra società di hosting con sede in Canada.
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