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Dic 14, 2016 Marco Schiaffino Malware, Minacce, News, RSS, Trojan 0
Che gli smartphone Android non fossero il massimo in quanto a sicurezza si sapeva. Che uscissero dalla fabbrica già equipaggiati con un malware, però, è un fatto che sorprende anche i più feroci detrattori dei telefonini con sistema Google.
Purtroppo la cronaca recente conferma che la realtà può superare la fantasia, come hanno dimostrato due recenti casi di cui abbiamo parlato qui e qui.
A lanciare (l’ennesimo) allarme riguardo a firmware compromessi da backdoor e malware è la società di sicurezza Dr.WEB, che ha individuato due diversi trojan installati nel firmware di 26 modelli di smartphone.
I dispositivi (qui l’elenco completo insieme all’analisi dei ricercatori di Dr.WEB) sono per lo più modelli di fascia bassa molto diffusi in Russia, ma tra questi ci sono anche due prodotti Lenovo (A319 e A6000).

La maggior parte dei produttori sono degli illustri sconosciuti, ma nell’elenco spicca il nome di Lenovo.
Quella dei telefoni Lenovo, per la verità, è una storia a parte. Mentre su tutti gli altri telefoni i ricercatori hanno individuato il trojan Android.DownLoader.473.origin, sui modelli della casa cinese è presente un altro malware. E non è una buona notizia.
Android.DownLoader.473.origin, infatti, si “limita” a visualizzare pubblicità indesiderata sullo schermo e consente ai cyber criminali di installare qualsiasi app in remoto sul dispositivo.
Nel caso di Lenovo, invece, l’ospite indesiderato è Android.Sprovider.7. Il malware, stando a quanto riporta Dr.WEB, sarebbe inserito in Rambla, un’app che consente a sua volta di accedere a un catalogo di app per Android.
Android.Sprovider.7, oltre che scaricare app indesiderate e ulteriori malware, è programmato per effettuare chiamate telefoniche a un numero predefinito.
Secondo i ricercatori, la presenza dei due trojan negli smartphone si spiegherebbe con il comportamento truffaldino di alcuni sviluppatori che hanno partecipato allo sviluppo del firmware.
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