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Lug 18, 2016 Marco Schiaffino Mercato, News, Off Topic, Scenario 0
Ogni qual volta cinema e televisione mettono le mani su temi come la pirateria informatica e l’hacking, esperti di sicurezza e semplici appassionati rischiano le convulsioni. Hollywood ci ha abituati a banalizzazioni imbarazzanti, con interfacce software campate per aria e improbabili effetti grafici per simbolizzare l’azione dei virus.
Mr. Robot è probabilmente uno dei primi tentativi di trattare il tema con un esemplare rigore prendendosi, ovviamente, tutti i rischi del caso. Ogni episodio, infatti, viene passato al microscopio da migliaia di fan a caccia di errori.
Per il momento, però, i produttori sembrano non averne sbagliata una, anzi: nella campagna di lancio della seconda stagione hanno utilizzato collegamenti nascosti, puzzle online e siti ispirati all’ambientazione della serie per creare la massima aspettativa e far divertire gli appassionati della serie.
Ora scopriamo che le sorprese non sono finite. Gli sceneggiatori, infatti, si sono anche divertiti a infilare nella prima puntata della seconda stagione un gustoso “easter egg” che ha suscitato l’entusiasmo della Rete.
Come illustrato in un blog, nell’episodio si vede uno dei protagonisti lavorare sul codice di un ransomware, con tanto di indirizzo IP del server Command and Control a cui sarebbe collegato. Ci si potrebbe aspettare che si tratti di un numero generato a caso, senza alcuna corrispondenza reale o nella migliore delle ipotesi senza sbocco.
Invece no: collegandosi all’indirizzo IP in questione (192.251.68.254) ci si ritrova su una pagina Web della NBC-UNIVERSAL, che visualizza un messaggio con scritto “i tuoi file personali sono crittografati” e un conto alla rovescia.

L’indirizzo IP che si vede usare nel primo episodio della serie ospita questa pagina Web… e le sorprese non finiscono qui.
Analizzando il codice HTML della pagina, la seconda sorpresa: al suo interno c’è il messaggio “YOU ARE NOT ALONE” usato nella trama della serie televisiva.
Ma non finisce qui: all’interno del Javascript che visualizza il conto alla rovescia c’è infatti una porzione di testo codificato in 64 bit, che tradotto in chiaro si scopre essere una celebre frase di Thomas Jefferson: “Credo sinceramente che le istituzioni bancarie siano più pericolose di armate schierate per la battaglia; e che il principio di spendere denaro che dovrà essere ripagato dalla posteriorità, col nome di finanziamento, non sia altro che truffare il futuro su larga scala”.
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